labidee art city white night

Art City White Night 2017: consigli e itinerari

Posted by | News | No Comments

Molti nostri amici ci chiedono consiglio su cosa vedere durante la Notte Bianca di Arte Fiera. Abbiamo preparato tre itinerari per aiutarvi a scegliere tra le 100 proposte e le oltre 55 location in programma per la Art City White Night.

 

Itinerario per il Centro di Bologna

Itinerario per la Zona Universitaria

Itinerario Manifattura delle Arti

 

Non sapete da dove cominciare? Tranquilli, c’è La guida galattica per Artefieristi!

Se invece siete dei connoisseurs, non perdetevi i consigli per Art City e seguite tutti i nostri aggiornamenti in real time su Facebook e Instagram!

Per un quadro completo di tutte le iniziative legate ad Arte Fiera 2017, vi consigliamo sempre di esplorare la mappa ufficiale di Arte Fiera 2017. Somministrare sotto i dodici anni, se i sintomi persistono contattare il medico e per farlo venire con voi alla Art City White Night.

 

arte fiera laboraotiro delle idee guida

Guida galattica per Artefieristi

Posted by | News | No Comments

“Non sei curiosa di vedere la nuova sezione di Fotografia? Mi hanno detto che sarà magnifica!”

“Ti va di accompagnarmi al Talk di venerdì pomeriggio?”

“Ho sentito che c’è una sezione dedicata al cinema documentario, ne sai niente?”

Tutto quello che dovete sapere per rispondere brillantemente a queste e altre domande sulla 41esima edizione di Arte Fiera.

Read More

Guaizine @ArteFiera Bologna 2013

[Portfolio] Laboratorio delle Idee per Arte Fiera

Posted by | News | No Comments

Con la nuova direzione affidata ad Angela Vettese, Arte Fiera si rinnova per la sua 41esima edizione, confermandosi la manifestazione d’arte più longeva d’Italia. Dal 27 al 30 gennaio 2017, i padiglioni di BolognaFiere proporranno il nuovo sguardo sul contemporaneo in collaborazione con le 153 Gallerie espositrici.

Cosa facciamo per Arte Fiera

Anche nell’edizione 2017, affianchiamo la direzione di BolognaFiere con attività di valorizzazione per la manifestazione.

Progetti VIP e collezionisti

Da anni infatti, ideiamo e coordiniamo progetti dedicati ai collezionisti e agli ospiti VIP, cercando occasioni per rendere unica la loro visita in fiera e in città.

Sponsoring e co-marketing

All’interno delle attività di sponsoring e co-marketing, il nostro compito è identificare imprese e soggetti che potrebbero creare sinergie operative e di visibilità con le manifestazioni di BolognaFiere. Definiamo e manteniamo i necessari contatti fino al termine delle fiere supervisionando lo svolgimento delle iniziative e affiancando l’ufficio stampa nella comunicazione delle aziende sponsor. Abbiamo preso contatto con alcune importanti realtà come Intesa Sanpaolo e il gruppo Euromobil, la cui collaborazione più che decennale e la promozione del Premio Euromobil Under 30 lo annoverano tra gli sponsor più consolidati della manifestazione.

If I was a Piece of Art Cecile de Montparnasse laboratorio elle idee

“If I was a Piece of Art” Cecile de Montparnasse, 2014

Art City

Creiamo e coordiniamo eventi e strumenti speciali dentro la fiera e nel cuore del centro cittadino. Nell’ambito dell’attività di pubbliche relazioni e consulenza strategica per BolognaFiere, abbiamo contribuito al coordinamento della realizzazione di Art City, quest’anno alla quinta edizione, il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative in occasione di Arte Fiera. Un weekend dedicato all’arte e alla cultura, voluta da BolognaFiere, Comune di Bologna e la collaborazione progettuale e produttiva delle forze economiche e culturali della città offre nuove opportunità di scoperta e conoscenza del patrimonio artistico diffuso. Il programma di Art City culmina nella Art City White Night che quest’anno si svolgerà sabato 28 gennaio.

Art City White Night

Come il patrimonio artistico, anche il nostro ruolo per la Notte Bianca di Arte Fiera è diffuso e siamo orgogliosi di essere un punto di riferimento attivo per tutto ciò che succede in città. Quasi tutte le realtà con le quali collaboriamo come consulenti e organizzatori si propongono nell’ultimo weekend di gennaio in una veste legata all’arte e scelgono noi per farsi aprire le porte di Bologna e accedere alla visibilità desiderata.

Seguiteci anche sui nostri canali Facebook e Instagram per tutti gli aggiornamenti sulla 41esima edizione di Arte Fiera!

mosaico_part_-2

[Portfolio] Mostra “Claterna, immagini di una civiltà sepolta”

Posted by | News | No Comments

In collaborazione con la Soprintendenza Archeologia dell’Emilia Romagna, Palazzo di Varignana ospita uno straordinario mosaico policromo di domus romana e reperti dell’età imperiale provenienti dalla vicina area archeologica di Claterna sulla Via Emilia, campo di indagine privilegiato per l’archeologia emiliano-romagnola (dal Brizio a Mansuelli).

L’esposizione “Claterna, immagini di una civiltà sepolta” è un progetto di valorizzazione dell’area archeologica di Claterna, un’opportunità per ripercorrere la vita che scorreva in questa città, il vivere, il costruire. Dalla cosiddetta “Casa dei Mosaici”, il tassellatum rinvenuto nel 1898 ed eccezionalmente esposto a Palazzo di Varignana Resort & SPA è infatti, con i suoi raffinati motivi vegetali (cespi d’acanto e volute fiorite) e soprattutto la presenza di piccoli volatili multicolori, uno dei documenti più significativi dell’alto tenore di vita della città in epoca augustea.

In occasione del vernissage della mostra, Laboratorio delle Idee ha curato, in collaborazione con tutti i partner dell’iniziativa (Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna, IMA, Associazione Culturale Civitas Claterna, Comuni di Ozzano dell’Emilia e Castel San Pietro) l’organizzazione del seminario di presentazione, composto la mailing dedicata di invitati all’evento, ideato e coordinato la cerimonia di svelamento del mosaico, diretto la creazione del catalogo dedicato all’esposizione.

claterna-100-1219

L’inaugurazione si è conclusa con un aperitivo per gli ospiti, tutto ispirato ai sapori della cucina di epoca romana, per rendere anche questo evento perfetto in ogni dettaglio.

claterna-208-1594

Se pianificate un weekend a Palazzo di Varignana, potete vedere la fascia musiva di Claterna che rimarrà eccezionalmente esposta fino a fine Giugno 2017!

giotto mostra laboratorio delle idee

[Portfolio] Mostra “Giotto e le arti a Bologna al tempo di Bertrando del Poggetto”

Posted by | News | No Comments

Giotto e le arti a Bologna al tempo di Bertrando del Poggetto: una piccola ma preziosa mostra tesa alla valorizzazione del grande patrimonio del Museo Civico Medievale di Bologna, che ha fatto sistema con le altre strutture museali e monumentali cittadine. Un’esposizione di grande qualità, con un comitato scientifico di straordinario valore, che ha riportato la pittura gotica bolognese al centro del dibattito storico artistico. Read More

meb

[Portfolio] Mostra “Il network prima di internet” per il Museo Ebraico di Bologna

Posted by | News | No Comments

Laboratorio delle Idee ha creato per il decimo anniversario della fondazione del Museo Ebraico di Bologna, Il Network prima di internet: personaggi e documenti, visioni e suoni della modernità ebraica nel tempo, un format inedito, una mostra arricchita da installazioni multimediali e video che segnano le tappe di un viaggio nel tempo e nello spazio accompagnati da grandi protagonisti del mondo ebraico scelti come “simbolo della modernità”.

Read More

1461054855828-png-david_bowie_is

Labidee Da Vedere: DAVID BOWIE IS

Posted by | Music, News | No Comments

C’è un evento in città assolutamente imperdibile, ed è la mostra DAVID BOWIE IS.

L’esposizione, partita da Londra nel 2013, dove ha registrato circa 1,4 milioni di visitatori, dopo essere stata a Chicago, San Paolo, Toronto, Parigi, Berlino, Melbourne e Groningen, è approdata il 14 luglio a Bologna e sino al 13 novembre 2016 è visitabile al MAMbo, unica tappa italiana.

Con più di 300 oggetti del suo archivio personale, DAVID BOWIE IS sembra raccontare tutte le tonalità di un artista che osservando il mondo lo ha fatto proprio, reinterpretandolo e portandolo in scena con sé, attraverso di sé. Un’icona che ha incarnato al massimo livello lo spirito delle cinque decadi che ha attraversato. Uno dei rari che passando tra le ispirazioni della Storia, dell’Arte, del Design e della Performance, è riuscito dove altri non potrebbero mai: impersonare l’estro e gli stimoli della Cultura e restituirli al mondo alla massima evidenza.

david-bowie-is-a-bologna

Il primo impatto, all’ingresso della mostra, è quello di un’immersione subacquea. Si prende fiato e lo si trattiene durante la visita intera, estraniati dalla folla e persi nella musica e nelle parole che dalle cuffie in dotazione accompagnano da una sala all’altra. Non ci sono pulsantini da schiacciare e numeri da ricondurre alle didascalie: la voce di Bowie –caldissima- arriva da sola, le note attaccano all’improvviso ma dolcemente, tutto inizia con precisione dove è previsto, come una colonna sonora perfettamente armonizzata al percorso.

DAVID BOWIE IS è un paesaggio multimediale, che attraverso video, musica e installazioni, accoglie nel processo creativo dell’artista.

Si parte dagli anni londinesi, quando David di cognome faceva ancora Robert Jones ed era un adolescente nei primi anni Sessanta che viveva una vita senza scossoni ma con un incontenibile bisogno di musica.

La stanza successiva è tutta dedicata alla nascita di una stella, o meglio di un universo intero. E’ il David di Space Oddity, di Major Tom e della Terra vista da lontano, del senso di isolamento generato da 2001: Odissea nello Spazio di Kubrick e dal primo allunaggio avvenuto appena una settimana dopo l’uscita del brano.

Seconda stella a destra, è la sala di Starman, con il testo scritto a mano incorniciato alla parete e una quinta specchiata in cui passa il video del provocante live a Top of The Pops nel 1972, mentre si erge in tutta la sua spettacolarità la tuta di Ziggy Stardust ispirata ai druidi di Arancia Meccanica: come disse Bowie “un’idea dada: violenza estrema, ma in tessuti liberty”.

Ma l’esposizione racconta anche la minuziosa ricerca di Bowie, che -è evidente- non delegava a nessuno alcun aspetto della sua Arte. Ogni oggetto della mostra rivendica una presenza costante del Duca Bianco, dalle scelte di stile (spettacolari gli abiti di Kansai Yamamoto e di Alexander McQueen –che in un biglietto si scusa tanto con David “per il ritardo nella consegna dei bozzetti” del cappotto Union Jack) alla grafica degli album, rigorosamente impostata, studiata e approvata da lui stesso, alla ricerca continua di nuove forme di composizione, come ad esempio la tecnica letteraria del cut-up perfezionata negli anni Novanta nel sorprendente Verbasizer, un software in grado di generare canzoni a partire da frasi random (come spiega magnificamente Bowie stesso qui).

In scena c’è dunque il performer, ma anche un Bowie più privato, quello che si ritira a Berlino con Iggy Pop tra il 1976 e il 1979 quando la fama ha un retrogusto di imposizione (gli anni di sperimentazione, di riscoperta della pittura e di normalità, un buen ritiro da cui nasce il capolavoro Heroes), o il Bowie che dimostra tutta l’abilità da mimo appresa da Lindsay Kemp in The Mask, l’angosciante prigionia di una maschera di sorrisi strappa-applausi messa su per troppo tempo.

Tanto altro è da vedere, leggere, ascoltare e ammirare in mostra e l’ultima sala –di cui è un crimine anticipare una descrizione- vi lascerà senza parole. DAVID BOWIE IS è un’esposizione in cui ci si perde, e con ogni probabilità è giusto che sia così, perché raccontare l’uomo e artista David Bowie è parlare di cinquant’anni che hanno fatto la Storia e che in una persona sola si sono fatti mito.

Forse è per questo che usciti dalla mostra il sapore che resta, al di là del genio e della celebrazione, è quello di una vaga malinconia, sapendo di aver perso qualcuno che avrebbe potuto raccontarci ancora quanto è magnifico potersi dire: “I don’t know where I’m going from here, but I promise it won’t be boring”.

 

Info
DAVID BOWIE IS
MAMbo, Via Don Minzoni 14 Bologna
Orari di apertura:
martedì, mercoledì, venerdì, domenica e festivi h 10.00 – 19.00 (chiusura biglietteria h 18.00)
giovedì e sabato h 10.00 – 23.00 (chiusura biglietteria h 22.00)
chiuso il lunedì
Tempo minimo di visita della mostra: 1 h.

MuSa - Museo di Salò

Labidee Da Vedere: “Da Giotto a De Chirico” al MuSa di Salo’

Posted by | News | No Comments

Da Giotto a De Chirico. I tesori nascosti” è la mostra, a cura di Vittorio Sgarbi, che lo scorso weekend sono andata a vedere in compagnia di mio fratello (animo da filosofo classico prestato al mondo dell’economia londinese). Come il titolo stesso suggerisce, il progetto nasce dal desiderio di mostrare i tesori “nascosti e protetti” delle più importanti collezioni private italiane. Si tratta quindi di un’esposizione che copre un arco temporale di oltre sette secoli attraverso una selezione di circa 180 opere.

Mostra Sgarbi 1

L’ultima mostra di Sgarbi che avevo visitato era stata “Da Cimabue a Morandi. Felsina Pittrice”, allestita a Bologna, a Palazzo Fava, da gennaio a maggio 2015. Confesso che su questa mostra ero partita un po’ prevenuta (forse influenzata anche da tutte le polemiche che l’avevano preceduta), ma, alla fine, mi era piaciuta molto! Mi avevano colpito in particolare due cose, che poi ho ritrovato anche al MuSa di Salò: 1) allestimento essenziale ed elegante, 2) didascalie giganti.

Avendo l’animo da medievista, la mia sala preferita non poteva che essere la prima: per me, iniziare la visita di un’esposizione vedendo una Madonna attribuita a Giotto e un piccolo Crocifisso di inizio ’300 è come, per un uomo, vedere una partita di calcio dell’Italia che inizia con un rigore.

Mostra Sgarbi 2

Aggirandomi per le sale non mi sono certo mancati i grandi nomi, da Tiziano a Guido Reni, da Guercino a Guttuso, ma ad avermi colpito più di tutti è lo splendido San Vincenzo Martire di Ludovico Carracci: davvero un’opera di straordinaria bellezza.

Mio fratello, invece, si è scoperto fan di Simone Cantarini, presente in mostra con un potente Doppio ritratto. …Eccolo l’animo del filosofo che cerca la verità negli occhi di un uomo del ’600!

Mostra Sgarbi 3

Anche se nell’insieme la mostra è ben strutturata, l’ultima sezione ci ha un po’ spiazzati. Infatti, gli artisti del XX secolo sembrano sacrificati in pareti troppo piccole che li costringono su più livelli, dando un effetto d’insieme un po’ confuso.

Mostra Sgarbi 4

Comunque, alla fine della visita, resti con un buon ricordo: le sale sono fresche e spaziose, le opere sono poco conosciute e il personale è giovane e accogliente.

Non ho avuto modo di vedere i bagni (che come spiega qui il Direttore di Brera, James Bradburne, sono importantissimi), ma penso di essere realistica immaginandoli ordinati e puliti come tutta Salò.

 

Alcune considerazioni generali:

PRO

1.Una mostra a Salò. Trovo che allestire una bella mostra in un luogo di villeggiatura sia sempre un’idea fantastica. Durante l’estate, i Comuni che si affacciano sul Lago di Garda godono di un’affluenza massiccia di turisti e, poiché il giorno di pioggia/noia/insofferenza può sempre capitare (anche in vacanza!), avere a disposizione una valida alternativa culturale al divano di casa è un dono prezioso.

2.La comunicazione. Impossibile arrivare al Lago senza sapere della mostra allestita al MuSa: ci sono manifesti e locandine ovunque. Praticamente, è la prima cosa che si vede arrivando dall’autostrada. Perfetto.

Mostra Sgarbi 53. Le didascalie. Ormai, l’avrete capito, queste didascalie mi son proprio piaciute! A occhio direi che avessero almeno 30 cm di larghezza: il che significa poterle leggere senza doversi chinare, inforcare gli occhiali o sgomitare con gli altri visitatori. Ultimamente, ci si imbatte spesso in didascalie minuscole, figlie di una visione estetica che mette al centro l’opera invece del visitatore; ovvero, ideate dalla mente del curatore e non dell’organizzatore. Per fortuna, non è questo il caso.

CONTRO

1.Il titolo della mostra. “Da Giotto a De Chirico”… Il primo pensiero di qualcuno che ha studiato storia dell’arte non può che essere “Aiuto!” Detto questo, capisco che il grande pubblico, anche di stranieri, ha bisogno di titoli facili. Marco Goldin docet.

2.Il costo del biglietto. Ben €16 il costo del biglietto intero, €14 il ridotto. Cominciano a essere soldini! Purtroppo per qualcuno è sicuramente un prezzo proibitivo; immagino ad esempio una famiglia di 3 persone: 2 adulti €32 + 1 bambino (sopra i 6 anni) €14 = €46…

3.L’audioguida. Carina l’idea di sentire la voce di Sgarbi che spiega le opere esposte. Tuttavia, le spiegazioni sono molto molto essenziali: nella maggior parte dei casi non aggiungono un granché alle didascalie. Per chi volesse approfondire la conoscenza di determinate opere non resta che affidarsi al catalogo. Tuttavia, è da elogiare il fatto che l’audioguida sia disponibile anche in inglese e tedesco.

 

INFORMAZIONI PRATICHE

MuSa Via Brunati, 9 – Salò (BS)

Visitabile dal 13 aprile al 6 novembre 2016

 

Orari:

Fino al 31 Agosto → mar-ven: 10.00-20.00; sab-dom 10.00-22.00

Settembre → mar-ven: 10.00-18.00; sab-dom 10.00-20.00

Ottobre-Novembre → mar-dom: 10.00-18.00

 

Costi:

Biglietto intero: €16

Biglietto ridotto: €14

Gruppi scolastici: €12

 

Catalogo: edito da Maggioli Editore, €49